LAUTONOMIA NEL CONTESTO TERRITORIALE
La “tradizione storica”, la
“contemporaneità” e il “contesto culturale e sociale”, rimandano
all’ambiente come storia che arriva al presente, come cultura, come
economia, come tessuto antropologico.
Il richiamo a siffatto
tessuto è maggiormente esplicitato in più di un punto nel Regolamento
dell’autonomia (D.P.R. 275/99), dove, fra l’altro, si dice: “Le
istituzioni scolastiche... interagiscono tra di loro e con gli enti locali
promuovendo il raccordo e la sintesi tra le esigenze e le potenzialità
individuali e gli obiettivi nazionali del sistema dell’istruzione” (art.
1, c.1) e si fa riferimento a “...interventi di educazione, formazione e
istruzione... adeguati ai diversi contesti, alle domande delle famiglia”
specificando che “il Piano dell’Offerta Formativa... riflette le esigenze
del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale, tenendo
conto della programmazione dell’offerta formativa” (art. 3, c.1).
Si aggiunge che
“nell’integrazione tra la quota nazionale del curricolo e quella riservata
alle scuole è... valorizzato il pluralismo culturale e territoriale”
(art. 8, c.3), che “la determinazione del curricolo tiene conto... delle
esigenze e delle attese espresse dalle famiglie, dagli enti locali, dai
contesti sociali, culturali ed economici del territorio” (art.8 c. 4) e
si raccomanda che, per quanto attiene all’ampliamento dell’offerta
formativa, le istituzioni scolastiche tengano “conto delle esigenze del
contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale” (art. 9, c.1).